Leonhard Frank, da Ascona al MoMA di New York

Leonhard Frank

(Würzburg, 4 settembre 1882 – Monaco di Baviera, 18 agosto 1961) è stato uno dei più influenti scrittori e drammaturghi espressionisti tedeschi della prima metà del Novecento, celebre per le sue opere intrise di pacifismo, critica sociale e ideali socialisti. [1, 2, 3]

Il primo esilio (1915-1918): Durante la prima guerra mondiale si rifugiò in Svizzera (frequentando anche la comunità di Monte Verità ad Ascona) dopo aver schiaffeggiato pubblicamente un giornalista che esultava per l’affondamento della nave RMS Lusitania.

Biografia e i due esili

Nato in una famiglia di umili origini, Frank svolse diversi lavori manuali prima di studiare pittura a Monaco. Il successo letterario arrivò nel 1914 con il suo primo romanzo, La banda dei briganti (Die Räuberbande), che gli valse il prestigioso Premio Fontane. [4, 5]

Fiero oppositore della guerra, la sua vita fu segnata da ben due esili: [6]

  • Il primo esilio (1915-1918): Durante la prima guerra mondiale si rifugiò in Svizzera (frequentando anche la comunità di Monte Verità ad Ascona) dopo aver schiaffeggiato pubblicamente un giornalista che esultava per l’affondamento della nave RMS Lusitania. [4]
  • Il secondo esilio (1933-1950): Con l’ascesa al potere del nazismo, i suoi libri vennero messi al rogo. Fuggì nuovamente in Svizzera, per poi spostarsi a Londra, a Parigi e infine, nel 1940, negli Stati Uniti, dove lavorò come sceneggiatore a Hollywood prima di fare ritorno in Germania nel 1950. [3, 7]

Stile e Tematiche

La prosa di Frank si distingue per uno stile essenziale, asciutto e incisivo. Al centro delle sue storie vi sono spesso l’analisi psicologica influenzata dalle teorie freudiane, la denuncia dei danni morali causati dalla mentalità borghese e capitalista e una profonda fiducia nella solidarietà umana. [1, 3, 8]

Opere Principali

  • Die Räuberbande (1914) – Romanzo d’esordio incentrato sulle vicende e i sogni di un gruppo di ragazzi.
  • Der Mensch ist gut (1917) – Raccolta di racconti pacifisti scritti dalla Svizzera, diventata un vero e proprio manifesto contro la barbarie della guerra.
  • Karl und Anna (1926) – Un dramma di grande successo sulla vita di un reduce di guerra, da cui la MGM trasse il film Desire Me nel 1947.
  • Il cittadino (Der Bürger, 1924) – Romanzo dalle forti venature socialiste. [4, 9, 10]

Desideri approfondire una tematica in particolare, come ad esempio il suo legame con la Svizzera e il Monte Verità, oppure ricevere un’analisi dettagliata di una delle sue opere principali?

Le opere di Leonhard Frank hanno avuto diversi e importanti adattamenti cinematografici, sia nell’epoca del cinema muto tedesco, sia a Hollywood, fino ad arrivare alle produzioni del dopoguerra e della Germania Est.

L’opera che in assoluto ha riscosso maggior successo cinematografico è la novella Karl und Anna, trasposta più volte sul grande schermo. [1]

Adattamenti di “Karl und Anna”

  • Heimkehr (1928): Celebre film muto tedesco diretto da Joe May. Racconta la drammatica storia di due prigionieri di guerra in Siberia e del triangolo amoroso che si crea al loro ritorno. [1, 2]
  • Desiderami (Desire Me, 1947): Prodotto a Hollywood dalla major Metro-Goldwyn-Mayer. Il film vanta un cast di stelle dell’epoca, tra cui Greer Garson e Robert Mitchum. [1, 3]
  • Die Frau und der Fremde (1985): Diretto da Rainer Simon e prodotto nella Germania Est (DDR). Questa delicata e intensa versione vinse il prestigioso Orso d’Oro al Festival del Cinema di Berlino. [4]

Altri adattamenti significativi

  • Die Räuberbande (1928): Adattamento dell’omonimo romanzo d’esordio di Frank (che gli valse il Premio Fontane), incentrato sulle vicende di una banda di ragazzi della sua città natale. [1]
  • Niemandsland (1931): Film pacifista diretto da Victor Trivas. Frank contribuì alla sceneggiatura, ispirandosi ai temi universali di fratellanza espressi nella sua raccolta contro la guerra Der Mensch ist gut. [1, 5]
  • Chronik eines Mordes (1965): Pellicola drammatica della DEFA (Germania Est) basata sul romanzo d’esame e di denuncia Die Jünger Jesu. [6, 7, 8]

Recensione: “Terra di nessuno” di Victor Trivas

Al MoMA di New York, l’incredibile saggio cinematografico di guerra e allegoria drammatica del 1931 di Victor Trivas, uno dei primi film sonori, viene restaurato e proiettato.

Daniel Kasman

19 ottobre 2011

terra di nessuno

Sopra: Terra di nessuno . 1931. Germania. Regia di Victor Trivas. Immagine per gentile concessione degli Archives françaises du film du CNC, Bois d’Arcy.

Ogni anno a Cannes scopro qualcosa di veramente fantastico nella sempre piccola e di solito poco sorprendente sezione retrospettiva dedicata ai Classici di Cannes. Quest’anno è stata la volta di  Nobody’s Land  ( Terra di Nessuno ), un film sonoro dei primi tempi, una creazione meravigliosa, in parte saggio cinematografico e in parte favola drammatica sulla Prima Guerra Mondiale, realizzata nel 1931. Per i fortunati newyorkesi, la versione recentemente restaurata del film di Victor Trivas è in programma questo mese al festival To Save and Project del Museum of Modern Art .

La prima parte del film presenta cinque personaggi – un inglese, un francese, un tedesco, un ebreo e un “nero” – che vivono le loro vite prima della guerra attraverso un montaggio che attraversa diverse aree geografiche, mostrando, in modo aneddotico e, naturalmente, allegorico, cosa fanno e chi è loro caro – nuovi figli, nuove mogli, cameratismo, successo – offrendo al contempo uno spaccato delle loro città e dei loro dintorni. Alcune delle loro vite sono drammatizzate: la scena più bella e umana è quella di un tram che sale a Parigi, che racchiude tutto il fascino della città moderna di inizio Novecento e le vertiginose riprese in esterni (girate su un tram in movimento, che mostrano l’azione sia all’interno che all’esterno del veicolo) tipiche della  gente contemporanea di “Sunday” .

Gran parte di questa prima sezione è un collage dinamico e privo di drammaticità di immagini che rappresentano il periodo di pace e la sua transizione all’arruolamento. La rêverie iniziale non dura a lungo; arriva la guerra: uno sviluppo rappresentato da varie bandiere nazionali sventolate e cappelli di diverse nazioni, ombrelli di bambù in Giappone, cilindri in Inghilterra, berretti in Francia. Tutti e cinque gli uomini sono colpiti in modo diverso: il mio preferito è il tedesco che, dopo essere stato chiamato alle armi, si unisce a una folla che marcia per le strade, camminando a braccetto con la moglie addolorata, la quale, mentre la marcia (e lo sparo) continuano, sente gradualmente il ritmo del tamburo, l’entusiasmo che la circonda. Il suo sorriso si allarga, stringe più forte il marito.

Il film utilizza il sonoro iniziale con astuta disinvoltura: solo la seconda metà, ambientata, prevedibilmente, in un cratere di un campo di battaglia dove i cinque combattenti si risvegliano da uno stato di stordimento, presenta un suono diretto, ma il resto del film è un montaggio creativo di suoni, molto simile a quello di  Entusiasmo di Dziga Vertov . Questa seconda parte minaccia un’idealizzazione pacifista del mais, ma non soccombe mai. Concede al “nero”, incredibilmente, la capacità di parlare cinque lingue, e mentre i cinque uomini indugiano nella loro fossa internazionale di guerra, questo secondo atto, un vero e proprio kammerspiel fangoso, si trasforma in una meravigliosa varietà di lingue ascoltate e non comprese, di traduzioni, canti, cibo e malinconia. Il finale è allo stesso tempo infinitamente ottimista e infinitamente pessimista, prendendo le distanze dal dramma umano del quinto episodio e riportando il film alla sua modalità originaria di saggio cinematografico, meno una storia melodrammatica e più una commovente e poetica visione della frammentazione e dell’unità ristrette dalla nazionalità e dalla sua progenie, la guerra.

[1] https://de.wikipedia.org

[2] https://it.wikipedia.org

[3] https://en.wikipedia.org

[4] https://m4.ti.ch

[5] https://www.murnau-stiftung.de

[6] https://www.deutsche-biographie.de

[7] https://hls-dhs-dss.ch

[8] https://www.treccani.it

[9] https://www.treccani.it

[10] https://agone.org

[1] https://it.wikipedia.org

[2] https://leonhard-frank-gesellschaft.de

[3] https://en.wikipedia.org

[4] https://mubi.com

[5] https://mubi.com

[6] https://de.wikipedia.org

[7] https://www.filmportal.de

[8] https://it.wikipedia.org

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