Vaslav Nijinsky

Vaslav Nijinsky (1889–1950), il leggendario ballerino e coreografo dei Ballets Russes, ha un legame profondo e tragico con il Ticino, e in particolare con St. Moritz e Ascona.

Il legame con il Ticino e la Svizzera

Nijinsky visse momenti cruciali della sua vita in Svizzera:

  • Il ritiro a St. Moritz (1917-1919): Durante la Prima Guerra Mondiale, Nijinsky si stabilì a Villa Guardamunt a St. Moritz con la moglie Romola. Qui iniziò a manifestare i primi segni della schizofrenia.
  • L’ultima danza (1919): Il 19 gennaio 1919, nell’hotel Suvretta House di St. Moritz, tenne la sua ultima esibizione pubblica, una performance scioccante e improvvisata che segnò il suo addio definitivo alle scene.
  • Ascona e il Monte Verità: Nijinsky frequentò Ascona e la comunità del Monte Verità. Era attratto dalla filosofia del “ritorno alla natura” e dalla danza libera (espressiva) che veniva praticata sulla collina da figure come Rudolf von Laban e Mary Wigman.
  • La clinica di Zurigo: Dopo il crollo psichico, trascorse gran parte del resto della sua vita in varie istituzioni svizzere, tra cui la celebre clinica psichiatrica Burghölzli a Zurigo e il sanatorio Bellevue a Kreuzlingen.

Nijinsky rivoluzionò la danza maschile e la coreografia (Il pomeriggio di un fauno, La sagra della primavera). Il suo passaggio ad Ascona rappresenta l’incontro tra il balletto classico d’avanguardia e la nascita della danza moderna che proprio in Ticino trovò uno dei suoi centri mondiali nei primi decenni del ‘900.

Non esistono fotografie note che ritraggano Vaslav Nijinsky fisicamente al Monte Verità. Sebbene abbia frequentato Ascona e la sua comunità artistica, la documentazione visiva della sua presenza in Ticino è estremamente rara o assente per diverse ragioni storiche: [1, 2]

  • Divieto di ripresa: Sergei Diaghilev, il fondatore dei Ballets Russes, proibì quasi sempre di filmare Nijinsky per timore che la tecnologia dell’epoca non rendesse giustizia alla sua arte.
  • Privacy e malattia: Durante i suoi soggiorni in Svizzera (principalmente a St. Moritz e nelle cliniche di Zurigo o Kreuzlingen), Nijinsky era già in una fase di declino psichico e viveva in modo molto ritirato.
  • Documentazione di altri artisti: Al contrario di Nijinsky, esistono molte foto di altri pionieri della danza che vissero al Monte Verità, come Mary Wigman e Rudolf von Laban. Spesso Nijinsky viene associato a questi luoghi per l’influenza intellettuale reciproca, ma non per testimonianze fotografiche dirette sul posto. [1, 2, 3, 4]

Le immagini più iconiche di Nijinsky appartengono ad altri contesti e periodi:

  • Ballets Russes: Foto di scena a Parigi e Londra nei suoi ruoli più celebri (Il pomeriggio di un fauno, Petruška).
  • L’ultimo salto (1939): Una celebre serie di foto scattate da Jean Manzon nel sanatorio di Münsingen, in Svizzera, che ritraggono Nijinsky in un balzo prodigioso anni dopo il suo ritiro dalle scene.
  • Ritratti privati: Foto con la moglie Romola a St. Moritz o nel loro giardino, che documentano la sua vita privata in Svizzera lontano dai riflettori. [1, 2, 3, 4, 5]

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