Fanny zu Reventlow

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Fanny zu Reventlow (nota anche come Franziska zu Reventlow, all’anagrafe Fanny Liane Wilhelmine Sophie Auguste Adrienne Gräfin zu Reventlow) è stata una scrittrice, pittrice e traduttrice tedesca, nata a Husum il 18 maggio 1871 e morta a Locarno il 26 luglio 1918. Passata alla storia come la “Contessa dello scandalo” (Skandalgräfin) o la “Contessa di Schwabing”, è stata una delle figure più provocatorie, libere ed emblematiche della bohème di Monaco di Baviera nel periodo precedente alla prima guerra mondiale. [1, 2]

Una vita contro le convenzioni

  • Le origini aristocratiche: Nata in una rigida e aristocratica famiglia prussiana del nord della Germania, mostrò fin da giovane un carattere ribelle, rifiutando il destino di moglie e nobildonna dell’alta società che i genitori avevano pianificato per lei.
  • La fuga a Monaco: Dopo conflitti familiari incessanti e l’espulsione dal collegio, ruppe i legami con la famiglia e si trasferì a Monaco nel 1893 per studiare pittura.
  • La regina di Schwabing: Nel quartiere degli artisti di Schwabing divenne il punto centrale di un circolo d’avanguardia. Frequentò intellettuali e poeti del calibro di Rainer Maria Rilke, Marianne von Werefkin, Karl Wolfskehl e Ludwig Klages.
  • L’indipendenza totale: Praticò l’amore libero e l’emancipazione sessuale. Ebbe un figlio, Rolf, del quale non rivelò mai l’identità del padre, crescendolo da sola. Per sopravvivere lavorò come traduttrice, modella di nudo e attrice, affrontando continue e gravi difficoltà economiche.
  • Gli ultimi anni in Svizzera: Nel 1910 si trasferì ad Ascona, vicino alla celebre comunità utopica del Monte Verità. Morì a soli 47 anni in una clinica di Locarno, in seguito alle gravi ferite riportate in un incidente in bicicletta. [1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16]

Le opere principali

I suoi scritti sono caratterizzati da uno stile ironico, vivido, modernissimo e fortemente autobiografico: [14, 17, 18, 19]

  • Ellen Olestjerne (1903): Il suo primo romanzo ampiamente autobiografico, che ripercorre la sua infanzia e la sua giovinezza opprimente nel nord della Germania.
  • Herrn Dames Aufzeichnungen (1913): Un romanzo a chiave (Schlüsselroman) che descrive in modo umoristico e satirico le dinamiche interne e le bizzarrie della bohème monacense e dei suoi protagonisti.
  • Il complesso del denaro (Der Geldkomplex, 1916): Un’opera acuta e ironica sulle fobie finanziarie, la dipendenza dal denaro e la nevrosi borghese.
  • La pensione ‘Al globo instabile’ (Das Logierhaus „Zur schwankenden Weltkugel“, 1917): Una raccolta di novelle bizzarre e grottesche che anticipano elementi del realismo magico. [2, 4, 20, 21]

Il rapporto con il femminismo

Nonostante la sua condotta di vita fosse l’incarnazione stessa dell’emancipazione femminile, Fanny zu Reventlow rifiutò sempre di associarsi al movimento femminista borghese del suo tempo. Non cercava la parità politica con gli uomini all’interno delle strutture sociali esistenti, bensì una totale e anarchica libertà individuale, scardinando i concetti morali del matrimonio e della sessualità imposti dalla società guglielmina. [7, 11, 22]

Desideri approfondire un aspetto specifico della vita di Fanny zu Reventlow, come la sua produzione letteraria, il suo legame con gli intellettuali del Monte Verità, o scoprire dove trovare le traduzioni italiane dei suoi romanzi?

[1] https://en.wikipedia.org

[2] https://it.wikipedia.org

[3] https://www.fembio.org

[4] https://geschichte-s-h.de

[5] https://www.fembio.org

[6] https://palianshow.wordpress.com

[7] https://www.youtube.com

[8] https://strangeflowers.wordpress.com

[9] https://www.perlentaucher.de

[10] https://da.wikipedia.org

[11] https://biancawalther.de

[12] https://strangeflowers.wordpress.com

[13] https://www.ndr.de

[14] https://www.muenchner-kammerspiele.de

[15] https://uelex.de

[16] https://www.youtube.com

[17] https://www.ndr.de

[18] https://www.youtube.com

[19] https://schulzefrenking.com

[20] https://de.wikipedia.org

[21] https://www.literaturportal-bayern.de

[22] https://www.fembio.org

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