A pagina 86 di questa rivista anarchica trovate materiale che descrive la reta anarchica Asconese …
https://ola.bida.im/archivio/BDLDR/Arivistaanarchica/A439/A439.pdf
Questo testo è estremamente importante perché conferma documentariamente quanto Ascona e il Locarnese fossero molto più di una semplice colonia artistica o località turistica. Erano un vero ecosistema controculturale europeo, dove convergevano anarchismo, Lebensreform, vegetarianismo, teosofia, utopie comunitarie, proto-ecologismo e avanguardie artistiche.
Alcuni punti storicamente molto rilevanti emergono con forza:
- l’esistenza di una “colonia anarchica zurighese” nel mulino di Ronco evocata da Emil Szittya;
- la presenza continua di anarchici internazionali ad Ascona e Monte Verità;
- il ruolo di figure come Gusto Gräser, Erich Mühsam, Hugo Ball e Otto Gross;
- la dimensione quasi “internazionale libertaria” del Locarnese pre-1914.
Il passaggio forse più importante è questo:
“Ascona avrebbe potuto diventare un rifugio per ribelli e senzapatria perseguitati.”
Questa frase sintetizza perfettamente il mito storico di Ascona.
Molto interessante anche il ruolo di Fontana Martina, sviluppato poi da Fritz Jordi negli anni ’20-’30. Qui il concetto evolve:
- dal semplice rifugio anarchico;
- a una vera comune artistica e mutualistica;
- con stampa antifascista;
- accoglienza per perseguitati politici;
- agricoltura cooperativa;
- economia semi-autonoma.
Il testo mostra anche come Monte Verità non fosse isolato, ma parte di una rete:
- Zurigo radicale;
- anarcosindacalismo;
- socialismo libertario;
- comunità vegetariane;
- proto-femminismo;
- anti-industrialismo;
- esperimenti pedagogici;
- comunità rurali alternative.
Per una conferenza accademica questo materiale è prezioso perché consente di presentare Ascona non come curiosità folkloristica, ma come uno dei principali laboratori europei della modernità alternativa.